Il coraggio di una scelta sempre più difficile.

Essere madre


essere madre Strettamente legato alla formazione della coppia, troviamo l'istinto di procreare e quindi di essere genitori.
Fino a qualche decennio fa, per un adulto, e in special modo per le donne, era praticamente automatico sposarsi ed avere dei figli, era un obbligo sociale e chi per qualche motivo si sottraeva era visto in malo modo.
Ad esempio, basta andare indietro di 2 generazioni per accorgerci che le nostre nonne avevano il destino segnato fin dalla nascita, infatti non era neanche pensabile che potessero scegliere di non procreare visto che l'unica alternativa a questo "precetto" era prendere i voti e chiudersi in convento.
Quindi non esisteva alcun tipo di scelta sul proprio futuro, ma solo un percorso segnato fin dalla nascita.
Oggi invece la donna tende a realizzarsi nel mondo lavorativo, di conseguenza anche quando sceglie di avere dei figli lo fa in età sempre più avanzata, ma forse l'indicatore maggiore di questa evoluzione sta nel gran numero di donne che (sposate o meno) rinunciano alla maternità semplicemente perché non sentono l'istinto materno, non si sentono portate per questo genere di responsabilità e preferiscono quindi dedicare risorse ed energie ad altri ambiti della vita sociale.
Sullo stesso piano, ma all'opposto, troviamo anche donne che decidono di procreare senza avere un partner, è questo il caso di donne che sentono forte l'istinto materno ma non vogliono i "limiti" e i "vincoli" di un rapporto di coppia tradizionale.


Tutto questo fa riflettere sul fatto che, nell'arco di sole due generazioni, vivere un rapporto di coppia "tradizionale", cioè come lo intendevano i nostri nonni, è diventata solo una delle tante possibili scelte a cui può aspirare un individuo seguendo la propria indole, senza avere più alcun vincolo dalla società in cui vive. Anzi, soprattutto per le donne, ci vuole sempre più coraggio e determinazione per incamminarsi su quella che sembrava una strada segnata, in quanto le donne che restano incinte sono ancora oggi penalizzate sul lavoro non riuscendo ad avere una piena realizzazione. Ecco quindi che le coppie moderne fanno sempre meno figli e quando li fanno sono in età più matura rispetto al passato.
Infatti, nonostante le tante conquiste avvenute nel tempo, ancora oggi non possiamo parlare di piena parità fra uomo e donna nell'ambito lavorativo, dove le maggiori opportunità di carriera sono sicuramente offerte agli uomini, mentre alle donne sono generalmente affidate mansioni di profilo più basso. Ed è proprio per questo motivo che le (poche) donne che rivestono importanti incarichi dirigenziali, quando decidono di avere dei figli, tendono ad utilizzare al minimo il congedo per maternità nel timore di non trovare più al rientro il proprio posto, perdendo quel ruolo che era stato conquistato con tanta fatica.
Ed anche il motivo per cui le coppie fanno sempre meno figli è strettamente legato al lavoro e, conseguentemente, all'aspetto economico, infatti già dopo il secondo figlio paradossalmente risulta più conveniente rinunciare ad un impiego in quanto i costi per gli asili nido e per i servizi di baby sitter potrebbero superare in molti casi l'importo di uno stipendio, per cui non è inusuale che dopo il secondo figlio la donna abbandoni definitivamente il lavoro per dedicarsi alla famiglia risparmiando sui costi precedentemente detti.


Da tutto questo vediamo che la famiglia ha subito una notevole evoluzione nel corso degli anni, una evoluzione che ha seguito i cambiamenti radicali della nostra società che è passata da agricola a industriale, con una conseguente modificazione delle esigenze individuali e familiari. Questa evoluzione la troviamo anche nel tipo di famiglia che si viene a delineare, cioè fino a qualche decennio fa prevalevano le famiglie patriarcali, ovvero quelle in cui più generazioni e più nuclei vivevano sotto lo stesso tetto, uno schema dettato anche dall'esigenza di lavorare tutti insieme all'attività di famiglia, mentre ora si è passati ad una famiglia nucleare, cioè vivono insieme solo i genitori e i figli non sposati, per ovvie esigenze di spazio e di costi nelle città.
Quindi vediamo che solo in apparenza scegliamo in piena autonomia il/la nostro/a partner, i nostri figli, la vita che desideriamo vivere con la persona che amiamo e con cui riscontriamo delle affinità di vedute, ma in verità è tutto strettamente legato alla società in cui ci si trova a vivere, e sbagliamo se pensiamo che solo le nostre nonne erano vincolate a delle scelte, perché alla fin fine, anche se le disponibilità si sono ampliate, molti vincoli li subiamo anche noi ancora oggi.




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